Adesso che è stato raggiunto l’obbiettivo
stagionale, quarto posto e fuori dalle insidiosissime coppe, è il momento di
stilare un primo bilancio. Per i brindisi rimandiamo alla matematica certezza,
il Milan il suo lo sta facendo, l’Inter recalcitra, sullo sfondo si staglia
inquietante l’ombra del Sassuolo.
Bilanci, si diceva. Scongiurate
le eventualità di scudetto e zona Champion’s – a causa delle quali tra Casette
d’Ete e Viale Manfredo Fanti sono stati trascorsi mesi angoscianti tra la
vittoria inattesa di San Siro sponda Inter (con quattro gol poi, e che siamo la
Roma?) e l’altrettanto improvvida incocciata di Babacar (che infatti è stato ritolto
subito di squadra) al ritorno al Franchi – siamo approdati alle acque sicure di
una zona Europa League che per la ACF Fiorentina è un po’ come la pelle di
certe parti del nostro corpo che qui non si può nominare, perché siamo in
fascia protetta.
Come dice il ragionier Cognigni,
le Coppe costano. Una cifra. Non parliamo della Champion’s, intanto ci sono da
comprare i giocatori, altrimenti fai come la Sampdoria, il Chievo, l’Udinese. O
le stesse Roma e Lazio. Ne prendi sette all’andata e sette al ritorno, e magari
sei solo ai preliminari. Lasciamo fare che è meglio, poi ci sono le trasferte,
bisogna portarsi dietro più gente del Circo Medrano in tournée. Una nottata a
Londra o Parigi ti butta fuori dai parametri Co.Vi.Soc. Poi stai a vedere che non
ti bastano i soldi per comprare un altro 10% dei magazzini Lafayette o del New
York Times, ma che si scherza per davvero?
Anche questa Europa League, che
stress! Tocca pagare stipendi a più di undici giocatori, saltano tutte le
plusvalenze perché magari qualcuno si fa male. Duri fatica a liberarti di uno
Yakovenko e a gennaio ti tocca prendere un Benalouane, e si ricomincia. Non c’è
mica più Corvino che faceva il gioco delle Tre Carte: quarto posto, primo
posto, dov’è lo scudetto, dov’è la Europa League? Fate la vostra puntata,
signore e signori!!!
Date retta al Cognigni: noi li
rimpiangeremo, belli senz’anima. O al Giani: di meglio a Firenze non c’é. Nel
frattempo pensiamo a consolidare questo quarto posto conquistato a fatica (a
novembre eravamo primi, ore drammatiche, meglio non ripensarci). Mancano dieci
partite. Tolte le due rimaste con squadre nominalmente in lotta per le zone
alte (la Juventus, che nel frattempo ci ha preso la sua sbarrocciata di punti
di vantaggio anche quest’anno, ed il terrificante Sassuolo che ha avuto ragione
perfino del grande Milan risorto nel trentennale di Berlusconi), ci sono una
fila di incontri con le provinciali che non promettono niente di buono, se non
a chi gioca troppo alla playstation.
Ad Empoli ci aspetta una città
che gioca la consueta partita della vita, dopo aver concesso splendidi fine
settimana con gadgets e comodo pernotto a tutte le nostre concorrenti dirette.
A Frosinone vendetta tremenda vendetta, non si sa di che, ma vogliono
vendicarsi. La Sampdoria dell’ex Montella, e che non gli vogliamo negare il
giorno della rivincita anche a lui ed anche qui a prezzi di favore? L’Udinese è
l’Udinese, ce l’ha nello statuto societario di romperci le scatole. Più in là,
fare pronostici è come stare dietro alle previsioni meteo del LaMMa Regione
Toscana. Se va bene, lascia il tempo che trova.
Tutto ciò, con un centrocampo
ricoverato al CTO e una difesa i cui rincalzi presi a gennaio non si sa nemmeno
se hanno fatto ancora le visite mediche. La società convoca Paulo Sousa in sede
per fare il punto della situazione. Crediamo che non gli verrà detto in nessun
caso di cercarsi un’altra squadra, come successe a Prandelli. Ci sarebbe il
rischio che gli risponda: “non ho aspettato che me lo diceste voi per farlo”.
Nel frattempo Paulo Sousa non sa
chi convocare contro il Verona. E poi ci viene detto che gufiamo. Tutt’altro,
abbiamo recentemente parlato con un gufo, abbonato in Maratona fin dall’anno di
grazia 2002. Ha detto che se le cose seguitano ad andare avanti così, l’anno
prossimo l’abbonamento non lo rinnova.
S’è scocciato anche lui. Per
tutto il resto basta Cognigni.
La Champions costa, l'Europa League costa, i giocatori costano, lo stadio costa, costa tutto, viene da chiedersi se il duo marchigiano antes sapeva di tutto ciò, oppure su di loro si è abbattuta una imprevista pioggia di contratti, stipendi, e dazi vari da pagare puntualmente per sopravvivere in questo mondo.
RispondiEliminaQualcuno penserá alla cittadella dei balocchi come unico investimento capace di alzare l'asticella viola ! poveri illusi con i proventi della cittadella al massimo ci prendi un buon giocare ....el il resto ?
La veritá è un'altra, perlomeno secondo mio modesto parere, i Della Valle sono quattordici anni che guadagnano , ma attenzione non sulla Fiorentina ma sull'indotto che porta l'associare i propri prodotti a Firenze cittá conosciuta in tutto il mondo...altro che Casette d'Ete! Casette d'Ete dove ?, "Tod's Florence" come recitava qualche cartello pubblicitaro nella frenetica Tokyo,da li arrivano i quattordici anni di loro presenza, se no statene certi avrebbero giá alzato i tacchi da molto tempo ! Ca nisciuno è fesso !
non fa una piega, caro amico
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